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Nel
1928 inizia
la produzione di
tubi in fibrocemento, che fino agli anni '70 rappresenteranno lo
standard nella costruzione di acquedotti. Nel
1933 fanno
la loro comparsa le
lastre ondulate, in seguito usate spesso per
tetti e capannoni. Negli anni 40 e 50 l'eternit
trova impiego in parecchi oggetti di uso quotidiano. Il piú famoso è
probabilmente la
sedia da spiaggia di
Willy Guhl. Dal
1963 l'Eternit
può essere prodotto in varie colorazioni. A partire dal
1984 le
fibre di
asbesto vengono via via sostituite da altre fibre non
cancerogene fin quando, nel
1994
l'ultimo tubo contenente
asbesto lascia la fabbrica.
Benché sin dagli
anni sessanta si sapesse che le fibre di
asbesto provocano una forma di
cancro, il
mesotelioma pleurico, a
Casale Monferrato (Alessandria)
Eternit e
Fibronit continuarono a produrre manufatti sino al
1986. Oggi
l'azienda è fallita presso il Tribunale di Genova ed il Comune di Casale
Monferrato sta spendendo milioni di euro per la
bonifica del sito. La zona di Casale Monferrato conta più di 1000
morti per
esposizione ad amianto. Attualmente la produzione della
Eternit AG si
concentra su materiali di rivestimento per
facciate e tetti. Si sta attualmente (2006) svolgendo un processo
contro i fratelli
Schmidheiny (ex presidenti del consiglio di amministrazione dell'Eternit
AG). Sono ritenuti responsabili delle numerose morti per
mesotelioma
avvenute tra gli ex-dipendenti delle fabbriche
Eternit a contatto
con l'asbesto.
Grazie però all'indulto votato a larga maggioranza trasversale dal
parlamento il 29 luglio 2006, gli imprenditori imputati hanno rifiutato
di risarcire le ultime vittime (come invece avevano fatto fino a quel
momento) in quanto ben consapevoli di non rischiare più di finire in
carcere grazie allo sconto di pena. Ogni due anni viene assegnato ad uno
studente delle quattro scuole di architettura svizzere il premio
Eternit, dotato di
30.000 CHF. |
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Di seguito riportiamo integralmente del testo trovato nel sito del
comune di Cormano (MI) in quanto in poche domande illustra sapientemente
problema e risoluzioni.........
Che cos'è l'amianto
Si tratta di un materiale molto utilizzato in passato in vari impieghi:
ad esempio, l'eternit veniva utilizzato come copertura in edilizia sotto
forma di lastre piane o ondulate di cemento-amianto, oppure come
coibentazione di tubature. L'eternit è costituito da materiale non
friabile che, quando è in buono stato di conservazione, non è di per sé
pericoloso. Se, però, lo stesso viene esposto ad agenti atmosferici,
subisce un progressivo degrado per azione di piogge, sbalzi termici,
vento, e a distanza di anni dall'installazione possono determinarsi
rilasci di fibre.
Le fibre di amianto, liberate nell'aria possono essere causa di gravi
malattie dell'apparato respiratorio come una particolare forma di tumore
chiamata mesotelioma.
Cosa fa la Regione per monitorare il problema amianto
Il PRAL - Piano Regionale Amianto Lombardia (previsto dall'art. 3 della
L.R. n.17/2003 e approvato con D.g.r. 22 dicembre 2005-n. 8/1526) impone
l'adozione di un piano di protezione dell'ambiente, di decontaminazione,
di smaltimento e di bonifica per la salvaguardia del benessere delle
persone rispetto all'inquinamento da fibre di amianto.
Il PRAL ha durata quinquennale.
Chi ha il compito di vigilare sul problema amianto
I cittadini hanno il dovere di comunicare la presenza di amianto - o il
sospetto della presenza di amianto - in qualsiasi forma (compatta o
friabile) negli edifici, impianti o luoghi pubblici o privati. Devono
darne notizia all'ASL competente oppure all'Ufficio Amianto del Comune
(Uff. Ecologia).
Dopo la segnalazione fatta direttamente al Comune, l'Ufficio Amianto
chiederà al proprietario del manufatto o all'amministratore del
condominio di produrre idonea valutazione del rischio secondo
l'algoritmo regionale sottoscritta da un tecnico qualificato (tecnico
con patentino regionale per l'amianto, Responsabile di servizio
prevenzione e protezione, ingegnere civile, architetto, geometra).
Il tecnico osserva:
• la friabilità del materiale
• l'evidenza di affioramenti di fibre
• la presenza di sfaldamenti, crepe o rotture
• la presenza di materiale friabile in corrispondenza di scoli d'acqua,
grondaie ecc.
• la presenza di materiale simile all'accumulo di polvere, conglobato in
piccole stalattiti in corrispondenza dei punti di sgocciolamento.
Modalità di valutazione dello stato dell'amianto
L'Ufficio Ecologia, inoltre, richiederà al cittadino o
all'amministratore dell'immobile di compilare il "Modulo per la notifica
della presenza di amianto in strutture e luoghi" scaricabile da questa
pagina.
Una volta acquisita tutta la documentazione, l'Ufficio Ecologia ne darà
comunicazione all'ASL 3 ai fini del censimento, obbligatorio secondo il
Piano Regionale Amianto della Lombardia.
Eventuali provvedimenti (rimozione delle coperture o trattamento delle
stesse) e l'avanzamento lavori devono essere comunicati al Comune.
Obbligo di denuncia di manufatti contenenti amianto
Vi è l'obbligo di denunciare all'A.s.l. di appartenenza la presenza,
nelle rispettive proprietà, di qualsiasi tipo di manufatto contenente
amianto.
I cittadini o le ditte del territorio che dovessero avere invece la
necessità di smaltire l'amianto presente nelle loro proprietà possono
rivolgersi all'Asl 3 per avere l'elenco delle ditte specializzate al
trattamento e smaltimento di questo materiale. I cittadini che dovessero
notare sul territorio comunale dell'amianto abbandonato possono
segnalarlo all'Ufficio Ecologia e/o all'A.s.l. 3 di Sesto San Giovanni.
Eventuali opere edilizie collegate allo smaltimento, devono essere
preventivamente autorizzate dall'A.s.l. sulla base di apposito piano di
bonifica e smaltimento.
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