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Ricerche in ordine alfabetico con argomento : "FIBRA DI AMIANTO"

 

Materiali contenenti amianto presenti in un edificio o in un impianto non comportano di per sé l'esistenza di un pericolo per la salute degli occupanti.

Se il materiale è in buone condizioni e non viene manomesso, è estremamente improbabile che esista un rischio apprezzabile di rilascio di fibre di amianto. Se invece il materiale viene danneggiato per interventi di manutenzione, per cause accidentali o per vandalismo, si verifica un rilascio di fibre che costituisce un rischio per gli occupanti.

Analogamente se il materiale è in cattive condizioni, o se è altamente friabile, le vibrazioni dell'edificio, i movimenti di persone o macchine, le correnti d'aria possono causare il distacco di fibre legate debolmente al resto del materiale.

Per  la valutazione del rischio di esposizione a fibre di amianto del personale presente nell'edificio sono utilizzabili due tipi di criteri:

  • l'esame delle condizioni dell'installazione, al fine di stimare il rischio di rilascio di fibre dal materiale;

  • la misura della concentrazione delle fibre di amianto aerodisperse all'interno degli ambienti interessati (monitoraggio ambientale).

Il monitoraggio ambientale, tuttavia non può rappresentare da solo un criterio adatto per valutare il rischio di rilascio di fibre, in quanto consente essenzialmente di misurare la concentrazione di fibre presente nell'aria al momento del campionamento, senza ottenere alcuna informazione sul pericolo che l'amianto possa deteriorarsi o essere danneggiato nel corso delle normali attività. In particolare, in caso di danneggiamenti, spontanei o accidentali, si possono verificare rilasci di elevata entità, che tuttavia, sono occasionali e di breve durata e che quindi possono non essere rilevati in occasione del campionamento.

Devono essere, invece, attentamente valutati, ispezionando visivamente:

  • l'installazione;

  • il tipo e le condizioni dei materiali;

  • i fattori che possono influenzare il distacco e la diffusione delle fibre e l'esposizione del personale;

  • i fattori che possono determinare un futuro danneggiamento o degrado.

Dovrà essere compilata l'apposita scheda di sopralluogo, separatamente per ciascun'area dell'insediamento in cui sono presenti materiali contenenti amianto.

I fattori considerati devono consentire di valutare l'eventuale danneggiamento o degrado del materiale e la possibilità che il materiale stesso possa deteriorarsi o essere danneggiato.

La valutazione deve essere condotta distintamente per le singole aree in quanto, nell'ambito dello stesso insediamento, possono essere adottate convenientemente soluzioni di intervento differenti, in relazione alla particolare situazione riscontrata in ogni singola area.

Esempi concreti sono rappresentati dal danneggiamento di un rivestimento di amianto in un solo locale (es. infiltrazioni di acqua in un bagno) oppure dallo svolgimento in un'area di attività in grado di disturbare i materiali di amianto (passaggio di carrelli di sollevamento che possono urtare le strutture, le tubazioni, ecc.).


In base agli elementi raccolti per la valutazione possono delinearsi tre diversi tipi di situazioni:

a) improbabile rischio di rilascio di fibre di amianto

  • materiali non accessibili per la presenza di un efficace confinamento;

  • materiali in buone condizioni, non confinati ma comunque difficilmente accessibili agli occupanti;

  • materiali in buone condizioni, accessibili ma difficilmente danneggiabili per le caratteristiche proprie del materiale (duro e compatto);


In questi casi non è necessario alcun intervento specifico sui materiali contenenti amianto. Occorre, invece, un controllo periodico delle condizioni dei materiali e il rispetto di idonee procedure per le operazioni di pulizia e manutenzione, al fine di assicurare che le attività quotidiane siano condotte in modo da minimizzare il rischio di rilascio di fibre di amianto. Nelle situazioni, estremamente frequenti, in cui l'amianto risulti accessibile solo in occasione di interventi di manutenzione, il rispetto scrupoloso e costante di idonee procedure operative può essere di per sé sufficiente a garantire condizioni di sicurezza, sia per gli stessi addetti alla manutenzione, che per gli altri occupanti.


b) rischio minimo di rilascio di fibre di amianto

  • materiali in buone condizioni facilmente danneggiabili dagli occupanti;

  • materiali in buone condizioni esposti a fattori di deterioramento (vibrazioni, infiltrazioni d'acqua, correnti d'aria, ecc.).


In situazioni di questo tipo, oltre alle prescrizioni sul controllo periodico e la manutenzione, deve essere definito un intervento finalizzato ad evitare il danneggiamento dei materiali di amianto. I fattori che possono causare un deterioramento del materiale devono essere eliminati; il rischio di danneggiamento deve essere ridotto al minimo.


c) rischio concreto di rilascio di fibre di amianto

  • materiali danneggiati o deteriorati, non protetti da un idoneo confinamento, in aree occupate dell'edificio;

  • materiali molto friabili nelle medesime condizioni;

  • materiali danneggiati o deteriorati o materiali friabili collocati in prossimità delle bocchette di immissione dell'aria dell'impianto di ventilazione (o delle bocchette di ripresa se esiste un riciclo dell'aria all'interno dell'edificio).


Sono queste le situazioni in cui si determina la necessità di un'azione specifica da attuare in tempi brevi, per eliminare il rilascio di fibre di amianto in atto nell'ambiente.

 

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