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Amianto - Bonifica
In presenza di materiali friabili (ad esempio
spruzzati) con probabile presenza di
amianto occorre rivolgersi a ditte autorizzate dotate di
personale specializzato nelle indagini e nelle bonifiche. Gli
elenchi delle ditte autorizzate sono disponibili presso la
Camera di Commercio.
Per evitare
rischi per la salute non bisogna mai intervenire
direttamente su materiali friabili sospetti.
Anche in presenza di materiali compatti è necessario effettuare
o far effettuare una valutazione sul loro stato di conservazione
e manutenzione. Se è necessario bisogna ricorrere a forme di
bonifica.
La bonifica va effettuata da ditte
autorizzate e specializzate per garantire che le procedure siano
eseguite secondo quanto stabilito dalla norma: in sicurezza per
le persone e l'ambiente. Le bonifiche possono essere effettuate
mediante:
-
Incapsulamento superficiale con vernici
speciali: si realizza trattando l'amianto con prodotti
penetranti o ricoprenti che tendono ad inglobare le fibre di
amianto, costituendo una pellicola di protezione sulla
superficie esposta. Chi la effettua deve rilasciare un
attestato di corretta esecuzione. Questo trattamento è
efficace per un periodo di tempo limitato e per materiali
non troppo degradati o sovracoperture
-
Confinamento: si realizza separando il
materiale contenente amianto con una intercapedine di altro
materiale
-
Rimozione, se il materiale si presenta
troppo degradato: è il procedimento di bonifica più diffuso
perché elimina ogni potenziale fonte di esposizione, ha i
costi più elevati nell'immediato e deve essere condotto
correttamente per non aumentare la concentrazione di fibre
aerodisperse.
Se il materiale è compatto e in buone
condizioni non è pericoloso, ma occorre evitare abrasioni e
danneggiamenti. Se il materiale è friabile si devono adottare
gli opportuni interventi di bonifica. È importante controllare
lo stato di conservazione di tutti i materiali contenenti
amianto ed evitare gli interventi che possano danneggiarlo.
Ogni intervento di rimozione e smaltimento di materiali
contenenti amianto deve essere preceduto dalla stesura di un
piano di lavoro da parte dell'impresa esecutrice. Il piano deve
essere presentato all'Unità Funzionale di Prevenzione Igiene e
Sicurezza nei Luoghi di Lavoro (U.F. di PISLL) della USL
competente per territorio, per la verifica e approvazione.
Per le modeste quantità e materiali
facilmente accessibili (ad esempio: una lastra di eternit, un
cassone dell'acqua, ecc.) rivolgersi alla azienda locale di
igiene ambientale (es. Quadrifoglio a Firenze) per organizzare
il ritiro. Queste aziende forniscono anche informazioni in
merito.
Per quantità più consistenti occorre rivolgersi a ditte
specializzate iscritte all'apposito albo presso la Camera di
Commercio.
Nel caso il materiale si presenti
sufficientemente integro questo può anche non essere rimosso.
Nel caso più comune dei materiali in cemento-amianto,
rappresentato dalle coperture (eternit), si devono esaminare
vari parametri che tengano conto del degrado superficiale del
materiale, ad esempio:
-
la vetustà
-
la compattezza del materiale (non si deve
sbriciolare con la sola pressione delle dita)
-
la presenza di crepe o rotture visibili
-
l'esteso affioramento delle fibre di
amianto sulla superficie
-
la presenza di depositi di polveri o
piccole stalattiti in gronda
-
la presenza di muschi o licheni
Inoltre va valutata:
Infine bisogna verificare anche:
Una situazione nella quale alcuni di questi
elementi siano presenti richiede un intervento di bonifica.
Comunque, anche nel caso si stabilisca di non rimuovere il
materiale contenente amianto, il proprietario dell'immobile deve
avviare un programma di controllo per accertare che le
condizioni di buona manutenzione si mantengano nel tempo.
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